@mcp_ Gli editori scientifici commerciali hanno tratto vantaggio dalla pandemia ma la cosa più grave è che il sistema ha dovuto essere *sospeso* per affrontarla, bypassando per lo più le riviste scientifiche.Dovremmo evitare di tornare al passato. Perché il sospendere un sistema che evidentemente non funziona *solo* per il Covid-19, e non per le altre malattie o per il cambiamento climatico? Moltissimi continuano non aver accesso alla scienza.

@mcp_ L'accesso alla conoscenza è diventato impossibile e, quel che è peggio, si usano i dati ad esso connessi per orientare i comportamenti e perpetuare il sistema. I fornitori commerciali di servizi di teledidattica anche per questo non si sono preoccupati della privacy e stanno adottando metodi per costringere gli studenti ad acquistare (costosi) testi digitali.

Gli editori scientifici hanno concesso il minimo indispensabile e hanno per il resto tratto vantaggio dalla pandemia

Ma - oltreoceano - le biblioteche di ricerca cercheranno di promuovere l'open access - comprese forme di pubblicazione alternative a quelle dell'editoria scientifica commerciale - per superare un sistema di privatizzazione della scienza che fondamentalmente non funziona, perché, semplicemente, non pubblica.

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Che fare? Ecco uno schema di azioni possibili, dalle più semplici (a sinistra) alle più complesse. Sono le raccomandazioni di SPARC per il nord America, ma valgono a fortiori anche per noi.

Ecco le registrazioni e le slide. doi.org/10.5281/zenodo.5599574 Si noti che Claudio Aspesi è un *analista finanziario*: eppure i problemi che a lui e noi risultano chiari di solito sfuggono a chi governa e amministra l'università e la ricerca italiana .

The time has come: l'ecosistema editoriale accademico dopo il COVID-19 [OAweek2021]

Webinar per la OAweek 2021 organizzato  dall'Università di Torino. Martedì 26 ottobre 2021, 11.00-12.30 – online (Webex) Con Claudio Aspesi e un video di Bjoern Brembs – modera Elena Giglia SPARC (Scholarly Publishing and Academic Resources Coalition) segue con preoccupazione da anni i cambiamenti nel sistema editoriale accademico e nelle infrastrutture a esso collegato. In particolare, la crescente concentrazione di queste attività nelle mani di pochi gruppi con interessi commerciali e la assenza di controlli regolamentari ha portato SPARC nel 2019 a pubblicare due rapporti che descrivono questi problemi e suggeriscono soluzioni concrete. Da allora SPARC ha pubblicato due aggiornamenti annuali (2020 e 2021) per riflettere l’aggravarsi della situazione. Gli ultimi 18 mesi hanno visto ulteriore crescita della concentrazione, e ulteriori segnali preoccupanti di ingerenza di interessi commerciali nello spazio accademico. Ci sono però anche buone notizie ed esistono ancora opportunità per modificare in meglio la situazione. Nella presentazione Claudio Aspesi discuterà questi temi ed esporrà possibili soluzioni. Bjoern Brembs ha recentemente pubblicato come coautore il preprint Replacing academic journals. Bjoern ha registrato per noi un video di una decina di minuti in cui spiega in sintesi la sua tesi. 

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