Le vicende di Pisa, che hanno visto coinvolti degli adolescenti in una carica della Polizia, sono la logica conseguenza di sovraimplicazioni politiche ed economiche che impongono il tacito allineamento alle scelte degli USA nel sostegno al governo di Israele e alle sue politiche di dominio in medioriente, anche a costo di crimini inauditi. Le Forze dell’Ordine hanno solo reso operative delle scelte politiche, ritrovandosi a gestire situazioni assurde.
Ciò che più inquieta è che momenti importanti per la democrazia, la vita civile e sociale del nostro Paese, nei quali i cittadini scelgono di esprimere il loro dissenso pubblicamente, siano ancora sostanzialmente regolati dall’Art. 18 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza N°773, datato 18 giugno 1931, firmato da quel vile personaggio che fu Vittorio Emanuele III° e dal criminale, ancorché Presidente del Consiglio, Benito Mussolini.
Fu grazie al Testo Unico di Pubblica Sicurezza N°773 che il 9 gennaio 1950, a Modena, avvenne il più grave eccidio della storia repubblicana (ugomariatassinari.it/eccidio-d), solo uno dei tanti episodi di violenza inaudita che negli anni seguenti avrebbero visto crollare il mito dell’unità costituzionale e repubblicana nata dalla lotta antifascista della Resistenza. Nei decenni seguenti furono decine e decine gli operai e i semplici cittadini picchiati, incarcerati e uccisi dalla polizia scelbiana per il semplice fatto di aver espresso pubblicamente il proprio dissenso alle politiche di sfruttamento e di repressione messe in atto dai governi democristiani del dopoguerra.
Un Paese fermo al ventennio fascista, il nostro, con una destra incapace di esprimersi senza assumere prospettive ottuse nella gestione degli inevitabili dissensi sociali, come pure nel modo di concepire la famiglia, la giustizia, l’istruzione, l’appartenenza civile e religiosa ridotte a nazionalismi inattuali, delegittimazione della diversità e bigottismi di ogni sorta.

normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn

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