Il 29 agosto a Milano è stato sgomberato l'ex- Bagni Pubblici, in via Esterle 15.
L’edificio occupato, situato nella periferia Nord-Est del capoluogo lombardo, era abitato da circa 40 persone migranti, per la maggior parte provenienti dall’Africa occidentale. Tutti impiegati nella ristorazione e nella logistica, ora si ritrovano senza una casa: una parte di quegli oltre 150 mila lavoratori che guadagnano meno di mille euro al mese a Milano. Una fetta di popolazione per cui è praticamente impossibile accedere per costi, e soprattutto garanzie, ad un affitto in città.
«Vogliamo trovare una casa, ma anche quando possiamo permettercela veniamo respinti e discriminati», spiega K., cittadino originario del Mali, uno degli ex residenti dello stabile.
Nel frattempo, dopo più di un anno di interlocuzioni con le istituzioni, dal Comune non è ancora arrivata una soluzione concreta.
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