Il teatrino montato sulle parole della professoressa Donatella Di Cesare, nate dal cuore, rivolte prima di tutto a una persona e alle idee che hanno animato una intera generazione, è degno del più arretrato e ottuso perbenismo, lo stesso che non ha mai permesso di fare i conti con uno dei periodi più difficili della storia politica del nostro Paese. Su quel periodo è data cittadinanza solo alle vuote etichette, quelle utili a spegnere il pensiero e adombrare ogni possibile verità.

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