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Missione: riprendere la visione di "True Detective". L'ultima volta che ci abbiamo provato a Xho si sono rotte le acque. Poi non abbiamo più osato.

Una scrittrice nota cita Rumi. O meglio: un testo attribuito a lui ma che lui non ha mai scritto. Glielo faccio notare, e ammette candidamente di non conoscere Rumi. Che è più o meno come non conoscere Dante Alighieri.

L'Italia è una Repubblica fondata sugli avvocati. Con gli avvocati giusti puoi fare quello che vuoi.

Oggi mio figlio ha imparato una parola nuova. Drita, luce.

Un tizio ripubblica un mio articolo su MicroMega. Ne fa un cappello in cui lo sintetizza in maniera caricaturale. E incita i suoi followers a dileggiarmi. Senza avere il coraggio di taggarmi e confrontarsi con me. Naturalmente è Facebook.

Non c'è nulla che ci spaventi più del solipsismo. Essere condannati al proprio io -- alle mura del proprio io. Io non ammette altro, e pure ne avverte il bisogno. Non esiste senza specchio: ma ogni altro non è, appunto, che specchio. Nessuno può essere dove noi siamo, né noi possiamo essere dove è l'altro. Non ci assale forse da bambini, ripetutamente, il sospetto che gli altri non siano che fantasmi? E di fatto questo sono. Immagini create dal nostro sistema nervoso.
Nessuno può comunicarsi a nessuno. Per questo ci creiamo Dio. Abbiamo bisogno di sentire che esiste un essere perfino più solo di noi.

In prima leggo - ogni tanto lo faccio - le note in condotta che si sono beccati. Abbondantissime. Una dice: "L'alunna X è seduta a gambe incrociate sul banco". Mentre leggo la nota io stesso sono seduto a gambe incrociate su un banco. E mi chiedo se non sia il caso di mettermi una nota da solo.

Questo è un esempio di ciò che si intende con classe 4.0. Visori agli studenti, _fruizione_ di contenuti multimediali, fantastici viaggi in mondi virtuali.

Per quanto mi riguarda, chiederò soldi per realizzare a scuola un piccolo cine-teatro.

Ho preso il bus sbagliato. Prima di arrivare a casa farò un lungo giro dei paesini del Senese leggendo _Tito di Gormenghast_ e ascoltando Leonard Cohen. Adoro sbagliare bus.

Perché trovi un corpo nudo di donna più attraente di quello di un cane o di un gatto? Perché appartieni alla specie? Ed è davvero tutto qui? Non riesci ad essere tanto umano da non appartenere alla specie umana?

# Gianni Vattimo e gli avvoltoi

Il tribunale di Torino ha condannato per circonvenzione di incapace Simone Caminada, compagno del filosofo Gianni Vattimo. Ora, dichiarare incapace di intendere un filosofo significa, con ogni evidenza, decretarne la morte intellettuale: perché un filosofo incapace di intendere è un filosofo morto. Non ho però informazioni che mi consentano di criticare la decisione dei giudici. Spero solo che su di essa non abbia pesato qualche pregiudizio gerontofobo o, peggio, omofobo.

La vicenda mi ha fatto tornare alla memoria una cosa. Dopo la laurea lavorai, tra le altre cose, come segretario di uno scrittore e filosofo che aveva esattamente l’età che ha oggi Vattimo. Fragile, certo: perché era anche cieco. Dipendeva totalmente dalle persone che si prendevano cura di lui: il ragazzo che gli sbrigava tutte le faccende, la cuoca, chi restava a dormire con lui. E io, che gli leggevo libri e giornali e lo aiutavo a scrivere. Nessuno, per quello che ne so, ha tentato di raggirarlo. Tutti, piuttosto, sopportavano pazientemente le sue sfuriate: perché il filosofo non aveva un carattere facile.

Una mattina lo trovai agitato. Aveva appena cacciato qualcuno di casa, mi dissero. E fu lui stesso a spiegarmi la cosa. Erano venuti dei tali di non so quale ente religioso. Gli avevano fatto presente che la morte incombe su di tutti, e a ottantasette anni incombe parecchio, e bello sarebbe lasciare questo mondo compiendo un’opera meritoria. Opera che potrebbe consistere, ad esempio, nell’intestare tutti i propri beni ad un ente religioso come il loro. Avvoltoi, li chiamò il vecchio, lucidissimo filosofo. E mi spiegò che non erano i primi e non sarebbero stati gli ultimi.

Scoprii così che esiste un piccolo esercito di emissari benefici che prendono d’assalto anziani più o meno soli e più o meno facoltosi con l’intento di convincerli a fare quest’ultima opera di bene, alleggerendo la coscienza e il patrimonio. E non sono a conoscenza di giudici che abbiano decretato, in casi simili, che c’è stata circonvenzione di incapace, facendo leva sulla solitudine, sulla fragilità legata all’età e sulla paura della morte.

attraversamenti.info/gianni-va

Sanremo non è propriamente un festival: piuttosto una fiera. Sì tratta di esporre al pubblico gli ultimi prodotti dell'industria musicale. Tutto - dalla canzone del ragazzo di vent'anni al monologo dell'influencer - è un prodotto attentamente studiato secondo i dettami del marketing. Qualunque emozione suscitata nel pubblico è stata pianificata con cura. Pura rettorica, per dirla con Michelstaedter.

Mio padre ha 83 anni e due tumori. Da una settimana ha febbre alta. Il suo medico di base ha sentenziato che è influenza. E da una settimana si rifiuta di visitarlo. È interessante assistere al suicidio della professione medica.

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