L’accento sui “percorsi introspettivi” lo trovo pericoloso. Mi chiedo che fine facciano le considerazioni sulle condizioni sociali di contesto, i luoghi antisociali incapaci di generare vita, quelli dove nasce il delitto, le sovraimplicazioni che lasciano poco margine di scelta.
Non si dà mai qualcosa senza qualcuno che gli permetta di apparire secondo una determinata posizione, in un orizzonte con la relativa trama di significatività. Ma, al tempo stesso, non si dà mai qualcuno se non ingaggiato in un contesto che, presentandosi, gli permette di trovarsi in una certa possibilità (o impossibilità) d’essere, agire e sentire.
#carcere #scrittura
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