Un lavoro davvero immenso il testo curato da Carmine Di Martino. Attraverso i diversi capitoli l’opera mette in luce la rilevanza e l’importanza del pensiero di Heidegger rispetto alle problematiche più attuali.
Uno dopo l’altro i contributi mettono a tema le trasformazioni sociali intrecciate con il continuo rapido sviluppo di tecnologie che ridefiniscono i confini tra nazioni e culture costringendoci a ripensare modi e forme della esistenza umana, individuale e collettiva.
La tecnologia globalizza i mercati, i costumi, lo scambio di informazioni e i flussi economici ma – ci ricorda Heidegger – rivoluziona anche il modo in cui ci relazioniamo con i corpi, con la vita e con la terra, introducendo nuove opportunità e, al tempo stesso, anche grandi pericoli.
Un “must-read” per chiunque desideri pensare alla radice presupposti e conseguenze delle trasformazioni imponenti elicitate dall’innovazione tecnologica che stiamo vivendo.

Tofu, quello artigianale, con soia bio e addensante Nigari…. e sai cosa mangi.

«Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà morale e fisica viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore.»
—[Karl Marx, Miseria della filosofia, 1818-1883]

Insieme alla Sanità, in ginocchio ci siamo tutti noi che non possiamo permetterci cure in strutture private.

Come si forma il nostro corpo?
L’embrione umano, nel primo giorno di vita, comprende solo due cellule. Solo una cellula darà forma alla maggior parte del feto, oltre alla placenta, l’altra cellula formerà la placenta.

cell.com/cell/fulltext/S0092-8

L’effetto Lucifero: il male che le persone possono diventare.

Nel 1971 il prof. Philip Zimbardo organizzò un esperimento carcerario presso l’università di Stanford. Uno degli obiettivi dello studio sperimentale era quello di far luce sui processi di trasformazione che si verificano quando persone buone compiono azioni cattive e crudeli.
Il prof. Zimbardo, insieme ad altri ricercatori, provò a studiare il fenomeno simulando le dinamiche carcerarie in una prigione allestita nei sotterranei del campus di Stanford. Lo scopo principale era quello di approfondire gli effetti che la prigione può avere sul comportamento umano.

Per l’esperimento furono reclutati volontari attraverso un annuncio sul giornale che prometteva una ricompensa di 15 dollari al giorno per due settimane. Tra le molte persone disponibili i ricercatori selezionarono un gruppo di 24 studenti universitari ritenuti idonei perché più equilibrati, senza inclinazione alla violenza e senza precedenti penali.

L’esperimento sarebbe dovuto durare 14 giorni ma fu interrotto nel corso della prima settimana a causa delle intense e pericolose dinamiche che si svilupparono.

Le guardie iniziarono a mostrare sempre più eccessivi episodi di violenza nei confronti dei detenuti, assumendo comportamenti inutilmente violenti e crudeli nei confronti dei detenuti; cinque detenuti furono rilasciati a causa di un forte crollo emotivo.

Negli umani la parola, il dire, è un evento in cui ne va di sé. Un evento che, per essere generato, non richiede nemmeno saper leggere e scrivere.
La parola generata in condizioni in cui, in qualche modo, non ne va di sé non è un dire ma una produzione di suoni senza senso.
I LLMs, Chat-GPT e similari, non dicono, propriamente nemmeno parlano. Fatevene una ragione.

—[dal film: Mongol, la storia di Gengis Khan]

Dal film “Opera senza autore”, di Florian Henckel von Donnersmarck.

Quando le parole sono peggio di “fucili e bombe”.

«In questo momento gli investimenti che danno più reddito sono le fabbriche di armi e gli anticoncezionali. Le une distruggono la vita, gli altri impediscono la vita»

Mettere insieme sullo stesso piano fabbriche e commercio di armi con la produzione e l’impiego di anticozionali è una operazione davvero sporca.
Peraltro, a distruggere la vita è la disoccupazione e il precariato, lo stato della giustizia, la sanità pubblica distrutta sull’altare dei privati, il dissenso e la conflittualità sociale soffocati dai manganelli, la scuola asservita all’aziendalismo…
La Chiesa ha sempre alternato papi conservatori a papi apparentemente più progressisti, ma alla fine si scoprono tutti uguali su questioni cruciali.

Li ricorderemo come gli anni in cui finimmo tutti in un film di Wenders.
Un terzo del mondo muore di fame o di guerre, un altro terzo è messo come il pazzo sul ponte e l’ultimo terzo vaga nella solitudine e nella incomunicabilità più totale, come Travis, cercando di raggiungere il luogo delle origini attraverso feticci digitali e social media.

Dopo un po’ di sano lavoro manuale, stamane, ho rimesso a posto gli attrezzi. È la prima cosa che ti insegnano, in cantiere come in campagna: tenere sempre gli attrezzi ben puliti e ordinati 🙂

«La libertà di pensiero dello studente è pericolosa quando ciò che si vuole è un gruppo di lavoratori obbedienti, professionalmente preparati per realizzare i progetti delle élite che puntano tutto sugli investimenti dall’estero e sullo sviluppo tecnologico. Il pensiero critico verrà quindi scoraggiato…»

—[Martha Nussbaum, Non per profitto, p. 38]

La settimana scorsa, prima della grandinata, le api avevano preso a sciamare nel nostro giardino in fiore. Si sono trovate così bene che hanno deciso di fare “casa” e di fermarsi da noi. Oggi il mio amico apicoltore è venuto a prelevarle per trasferirle in campagna dove ha una ventina di arnie.

«Se cerco di spiegare teoreticamente il mondo-ambiente, esso collassa. Non significa nessun accrescimento dell’esperienza vissuta, nessun miglioramento nella conoscenza del mondo-ambiente se lo sottopongo a teorie e spiegazioni che cercano di esaurirlo e che restano a loro volta completamente prive di spiegazione quanto al loro significato metodologico.»

—[M. Heidegger, Per la determinazione della filosofia, pag. 91]

«Costituisce una discriminazione indiretta applicare lo stesso periodo di comporto, previsto per la generalità dei lavoratori, anche a coloro che hanno un handicap (come appunto il cancro).

L’azienda non può trattare tutti i dipendenti allo stesso modo: è naturale che chi ha una patologia più grave ha bisogno di più tempo per le cure. E siccome la nostra Costituzione è fondata sul principio di solidarietà, è necessario adottare maggiore “flessibilità” per il dipendente che sfora il comporto per curarsi da un tumore.

Lo dice anche la direttiva 2000/78/CE: il datore di lavoro è tenuto ad adottare “accomodamenti ragionevoli” nell’organizzazione del lavoro per salvaguardare il posto del dipendente svantaggiato, a meno che ciò non comporti costi sproporzionati.
Questi accomodamenti dovrebbero riflettere principi di solidarietà sociale, correttezza e buona fede, fino a prevedere un maggior tempo di comporto.

Cosa significa in pratica tutto ciò?
Secondo la Corte Suprema, un lavoratore affetto da tumore, licenziato per aver superato di poco il periodo di comporto definito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro a causa delle sue assenze, ha diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro.»

Mio nipote, che da piccolo voleva fare il “samburai”, è andato di nuovo in Giappone a trovare il suo maestro. Mi ha mandato questo video: il Fujisan.

“La fenomenologia scopre, al posto di un soggetto ideale chiuso nel suo sistema di significati, un essere vivente che ha da sempre come orizzonte di tutti i suoi progetti un mondo, il mondo.”
—[Paul Ricœur]

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