Byung-Chul Han, in treatises such as “The Burnout Society” and his latest, “The Crisis of Narration,” diagnoses the frenetic aimlessness of the digital age.

newyorker.com/culture/infinite

“Han diagnosed what he called “the violence of positivity,” deriving from “overproduction, overachievement, and overcommunication.” We are so stimulated, chiefly by the Internet, that we paradoxically cannot feel or comprehend much of anything.”

newyorker.com/culture/infinite

The Backus-Naur form had already been formulated by the Indian pandit Pāṇini, four centuries BC, in his formalization of Sanskrit grammar. Aristotle was more or less contemporary with him. As the first phenomenologist in history, his perspective is still the foundation of modern thought. He glimpsed what modern neuroscience demonstrated 2,400 years later. In the technical field, nothing truly new has ever been done or said in relation to the human.
«Was bleibet aber, stiften die Dichter»

researchgate.net/publication/2

We tend to think of delusions as factually inaccurate. However, we don’t often consider how, by invalidating them, we also undermine the agency of those who hold them. This is a mistake, argues philosopher Lisa Bortolotti. If we examine the content of our delusions against the environment which influenced them, they reveal the very ways humans engage in active meaning-making, the ultimate mark of human agency.

iai.tv/articles/delusions-shap

Richard Cytowic, a pioneering researcher who returned synesthesia to mainstream science, traces the historical evolution of our understanding of the phenomenon.

thereader.mitpress.mit.edu/a-b

Generative agents will change our society in weird, wonderful and worrying ways. Can philosophy help us get a grip on them?

aeon.co/essays/can-philosophy-

The rise of rightwing populists has sparked renewed interest in the political philosopher’s writing on totalitarianism, and Lyndsey Stonebridge’s timely biography is compelling and original.

amp-theguardian-com.cdn.amppro

“Arendt depicts a society of lonely, atomized, lifeless people, one great unorganized, structureless mass of furious individuals, characterized by hatred, fear, organized terror, mass death, and unspeakable suffering. This is a world of science-fiction-level horror; utterly alien, incredible and outrageous.”

lithub.com/why-we-should-all-r

We Are Relational Beings

«As a social neuroscientist, Vittorio Gallese has a unique understanding of how we live together. Until recently, he headed a research group at the Berlin School of Mind and Brain focusing on the development of socio-cultural identities. Back in Italy, the Professor of Psychobiology from Università di Parma, who is widely known for his discovery of mirror neurons, continues to explore the cognitive structures of empathy and sympathy. An episode about the lockdown experience, the ambivalences of digital media, and the role of effort and coincidence in scientific breakthroughs.»

einsteinfoundation.de/aktuelle

»It wasn’t until the mid-2000s that Lakoff and the neuroscientist Vittorio Gallese began to more boldly assert that the bodily states referenced in metaphors, involve simulations of the same sensation and perception networks engaged when those states are experienced.»

“Fu solo a metà degli anni 2000 che Lakoff e il neuroscienziato Vittorio Gallese iniziarono ad affermare in modo più audace che gli stati corporei a cui si fa riferimento nelle metafore coinvolgono simulazioni delle stesse sensazioni e reti di percezione coinvolte quando quegli stati vengono vissuti.”


aeon.co/essays/why-do-other-pe

The philosophy of wine
Barry Smith, Director of the Institute of Philosophy at the School of Advanced Study, talks about the philosophy of wine.

joinexpeditions.com/exps/987

«…the key point is that it won’t be text that we humans consider meaningful…»
La comprensione di un oggetto implica sempre la precomprensione dell’intero orizzonte dei rimandi al cui interno l’oggetto diventa significativo e fruibile per l’umano. Una evidenza difficile da vedere restando nella prospettiva del pensiero calcolante.

writings.stephenwolfram.com/20

Il modello del cervello come macchina logico-matematica incarnata è il frutto della trasposizione del giudizio sintetico a priori di Kant (conoscenza posseduta a priori e in conformità alla quale deve realizzarsi ogni determinazione della esperienza) nell’ambito neuroanatomico e neurofisiologico.

Le porte logiche dei dispositivi digitali e dei computer forniscono una base materiale e tecnologica perfetta per tale trasposizione, una volta dato per scontato che le cellule del nostro cervello si comportino come delle macchine a stati.

Con il modello Orch OR (orchestrated objective reduction) elaborato da Roger Penrose e Stuart Hameroff, sfruttando alcune caratteristiche dei microtubuli cellulari che consentirebbero alle cellule di funzionare come dei veri e propri elaboratori logici, le capacità logico-computazionali potrebbero essere estese all’intero corpo umano, non solo al cervello, sarebbe quindi l’intero organismo a comportarsi come una macchina computazionale. Per una ricerca critica sul modello si può vedere: researchgate.net/publication/2

Per Kant una conoscenza (intuizione e pensiero) è “a priori” se viene prima di qualsiasi esperienza empirica. Un pensiero (giudizio) è “a priori” quando non ha nessun riferimento immediato all’esperienza, che resta muta e senza alcun significato fino a quando non viene elaborata e significata dai giudizi e dagli atti di pensiero. La fenomenologia ci ha poi fatto vedere che le cose non vanno affatto sempre in questo modo.

Questo presupposto è praticamente ignorato da molti, anche tra coloro che si occupano di intelligenza artificiale. Ignorare i presupposti epistemologici e filosofici del proprio fare non è necessariamente un problema, almeno fino a quando ci limitiamo a progettare e produrre utili artefatti senza avere la pretesa di spiegare l’umano a partire dalle cose prodotte. I problemi nascono quando si pretende di spiegare l’esperienza e la vita umana in generale dando per scontata l’universalità della prospettiva filosofica dalla quale partiamo.

Affermare che la coscienza, le attività cognitive e le emozioni - in breve la vita umana - siano il risultato di complesse attività logico-computazionali può essere una ipotesi di lavoro, fin quando ci limitiamo a fare ricerca e a pubblicare i risultati di quello che troviamo confrontandoci con il resto della comunità scientifica e culturale, ma non può essere passata come fosse una evidenza naturale o una verità dimostrata… diventa menzogna, manipolazione.

aeon.co/essays/your-brain-does

Qoto Mastodon

QOTO: Question Others to Teach Ourselves
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