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È stata una settimana difficile, in un mese duro, di un semestre di merda. La tristezza è una emozione che rallenta ma orienta, tra le nebbie della esistenza. Una grande alleata, come tutte le emozioni, anche se dolorosa. La sofferenza è un’altra cosa: inizia solo quando iniziamo a lamentarci. Quel vano chiacchiericcio che si nutre di cose tipo: “ma quando finisce?...perché a me?…non me lo merito!”… Liberarsene rende i luoghi e i momenti più difficili delle fantastiche avventure.

«...cosa mi piace di più del diritto? ... il fatto che, una volta ogni tanto, non sempre, ma a volte, diventi parte integrante della giustizia applicata alla realtà. E' una esperienza davvero eccitante quando questo avviene.»

Per il mio compleanno mi sono fatto regalare una seduta più ergonomica. Oltre ad essere comoda e decisamente più sana per la schiena, facilita la focalizzazione sia quando leggo sia quando lavoro alla consolle.

«L’Occidente ha guardato all’India con un secolare strabismo, come spesso succede per realtà lontane e complesse che si preferisce sognare più che conoscere: mondo di ossuti asceti inaccessibili a ogni umana emozione e patria nel contempo del Kamasutra, terra di sublime misticismo ma di rudimentale filosofia, di incancrenita povertà (della popolazione) e di ricchezze inimmaginabili (dei maharaja), e via dicendo.
Questo libro ha scelto di affrontare una in particolare di queste contraddizioni, ponendosi una domanda centrale: la visione così diffusa di un’India ascetica, spregiatrice del corpo e di ogni terrena passione corrisponde davvero alla realtà di questa grande civiltà? Al categorico “no” della risposta si arriva attraverso un’indagine che spazia dall’India tradizionale a quella contemporanea, adoperando strumenti diversi in ragione della grande varietà dei fenomeni indagati: allo studio dei testi filosofico-religiosi e letterari e delle opere d’arte si affiancano così l’antropologia, la psicoanalisi e gli studi di genere.»

OPS! è un progetto di ricerca-azione nato dalla volontà di umanizzare la medicina d’urgenza attraverso l’accoglienza e la cura dell’attesa dei pazienti e dei loro accompagnatori presso i tre principali Pronto Soccorso della città di Bologna.

Chi sono i “volontari dell’attesa”?
Si tratta di studenti universitari impegnati nello studio delle discipline umanistiche e della ricerca sociale, che svolgono la loro attività nell’ambito del tirocinio curriculare e che ottengono, grazie a OPS!, la possibilità di potenziare le competenze legate all’empatia, alla comunicazione, all’ascolto attivo e all’osservazione.

Commovente l'articolo di Yuval Noah Harari oggi su Repubblica. Drammatica e preoccupante la situazione in Israele. Spero davvero riescano a trovare una soluzione, ispirati dal senso delle loro tradizioni e della loro umanità.

«Cent’anni fa, in questi stessi giorni, la nostra patria cadeva nelle mani di una banda di delinquenti, guidata da un uomo spietato e cattivo. Un uomo capace di tutto; persino di far chiudere e morire in manicomio il proprio figlio, e la donna che l’aveva messo al mondo».

Comincia così il racconto di Aldo Cazzullo su Mussolini. Una figura di cui la maggioranza degli italiani si è fatta un’idea sbagliata: uno statista che fino al ’38 le aveva azzeccate quasi tutte; peccato l’alleanza con Hitler, le leggi razziali, la guerra.

Cazzullo ricorda che prima del ’38 Mussolini aveva provocato la morte dei principali oppositori: Matteotti, Gobetti, Gramsci, Amendola, don Minzoni, Carlo e Nello Rosselli. Aveva conquistato il potere con la violenza – non solo manganelli e olio di ricino ma bombe e mitragliatrici –, facendo centinaia di vittime.

Fin dal 1922 si era preso la rivincita sulle città che gli avevano resistito, con avversari gettati dalle finestre di San Lorenzo a Roma, o legati ai camion e trascinati nelle vie di Torino. Aveva imposto una cappa di piombo: Tribunale speciale, polizia segreta, confino, tassa sul celibato, esclusione delle donne da molti posti di lavoro. Aveva commesso crimini in Libia – 40 mila morti tra i civili –, in Etiopia – dall’iprite al massacro dei monaci cristiani –, in Spagna. Aveva usato gli italiani come cavie per cure sbagliate contro la malaria e per vaccini letali. Era stato crudele con tanti: a cominciare da Ida Dalser e dal loro figlio Benitino.

La guerra non fu un impazzimento del Duce, ma lo sbocco logico del fascismo, che sostiene la sopraffazione di uno Stato sull’altro e di una razza sull’altra. Idee che purtroppo non sono morte con Mussolini. Anche se Cazzullo demolisce un altro luogo comune: non è vero che tutti gli italiani sono stati fascisti. E l’antifascismo dovrebbe essere un valore comune a tutti i partiti e a tutti gli italiani.

---[Aldo Cazzullo, Mussolini il capobanda. Perché dovremmo vergognarci del fascismo - Mondadori]

Nuove cartografie del malessere giovanile.
E se l’adolescenza stesse esprimendo obiezione e rivolta?
animazionesociale.it/it-magazi

La mia compagna ha vinto un prosciutto e di 10 Kili alla riffa di un paese vicino 😊... Io sono per portarlo alla Caritas, o in qualunque centro attrezzato per preparare pasti a chi ne ha bisogno. Non siamo mai andati così vicini alla separazione 😂

Come diceva un mio amico veneto: "mi no dico niente, ma neanca taccio"

«L'essere si nasconde là dove si svela la chiarezza degli enti»

---[audio credit: “Bibo no Aozora”, Ryuichi Sakamoto]

Nella relazione con sé è il vuoto, la più subdola delle emozioni, uno degli stati emotivi più attivati nelle società postmoderne, insieme alla paura e alla sorpresa che segue i cambiamenti repentini e spesso imprevedibili. È su questi stati emotivi che fanno leva i progettisti di App e di giochi per smartphone per mantenere l’utente in una condizione di dipendenza (attivazione della DOPA), aumentare il tempo di permanenza e di interazione con i dispositivi per massimizzare le possibilità di guadagno nella mercificazione dei dati generati online e la pianificazione degli investimenti pubblicitari.
ibs.it/hooked-how-to-build-hab

Parigi - Acquerello di Renzo Ferrarini (1928-2001)

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