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"The Black Box Society: The Secret Algorithms That Control Money and Information"
(Frank Pasquale - Harvard University Press)

«Every day, corporations are connecting the dots about our personal behavior-silently scrutinizing clues left behind by our work habits and Internet use. The data compiled and portraits created are incredibly detailed, to the point of being invasive. But who connects the dots about what firms are doing with this information? The Black Box Society argues that we all need to be able to do so-and to set limits on how big data affects our lives. Hidden algorithms can make (or ruin) reputations, decide the destiny of entrepreneurs, or even devastate an entire economy. Shrouded in secrecy and complexity, decisions at major Silicon Valley and Wall Street firms were long assumed to be neutral and technical. But leaks, whistleblowers, and legal disputes have shed new light on automated judgment. Self-serving and reckless behavior is surprisingly common, and easy to hide in code protected by legal and real secrecy. Even after billions of dollars of fines have been levied, underfunded regulators may have only scratched the surface of this troubling behavior. Frank Pasquale exposes how powerful interests abuse secrecy for profit and explains ways to rein them in. Demanding transparency is only the first step. An intelligible society would assure that key decisions of its most important firms are fair, nondiscriminatory, and open to criticism. Silicon Valley and Wall Street need to accept as much accountability as they impose on others.»

😂 con la tecnica a curvatura quantistica, riusciamo a spostare 25 Euro dal vostro portafoglio al nostro 😂😂😂

Forse sarà una cosa stupida, comunque, pensavo questo: se algoritmi e sistemi di IA fossero sviluppati dalle persone per le persone, se fossero il frutto di cooperazione in vista del bene comune invece che il risultato di una prospettiva che mira al profitto, al dominio e al controllo, quella dell'egoismo al ribasso, forse avremmo molti meno problemi sia di privacy sia di conflitti, perché ciascuno aprirebbe la porta di casa nella consapevolezza che il suo piccolo contributo vale quello di milioni di altri esseri umani nella cura della vita e del bene comune. In fondo è quello che già facciamo con Linux quando diamo il consenso all'invio di dati alla comunità di sviluppatori sull'uso che facciamo della macchina.
Il problema è sempre stato, è e sarà sempre più politico, per questo la narrativa dominante sulla IA è gonfia di effetti speciali e supercazzole transumaniste da videogioco.
Buona giornata, car@

Per quelli che "l'indipendenza è tutto": siamo sempre tutti inter-dipendenti; a fondamento di ogni vita ci sono tante alterità. Il vero lavoro sta nel saper generare, sostenere e curare inter-dipendenze sane e lasciar andare quelle insane.

Tenugui con la poesia di un grande maestro di spada. Ormai vecchio, la scrisse poco prima di andare:
"Bodhidharma non si volta. Abbraccio con tutto me stesso l'arte della spada. Nel momento di andare a morire io non ho paura"

Questo è il periodo in cui inizio a sentire forte il desiderio del mare.

Visto l'entusiasmo con il quale è partita la campagna di colonizzazione delle scuole da parte di ChatGPT, mi sono divertito a fare direttamente al nuovo oracolo alcune domande sull'uso del sistema di IA nelle scuole.
Potete voi stessi leggere le mie domande e le "sue" risposte nella immagine che allego.

Alla domanda se ChatGPT può essere usata nelle scuole risponde affermativamente (ovvio, basta fare degli abbonamenti, tu dare denaro io dare cammello) e spiega anche il perché.

Quando poi però passo a chiedere se esistono studi in neuroscienze che hanno verificato gli effetti del sistema nelle scuole dice che non ci sono attualmente studi che ne hanno verificato gli effetti.

Chiedo di nuovo di indicarmi a quali fasce di età ChatGPT può essere usato nelle scuole, e qui trova almeno il buon senso di escludere la fascia 6-10 anni. L'avrei affondata se avesse incluso quella fascia, dal momento che invece io sono a conoscenza di diversi studi in neuroscienze che hanno mostrato gli effetti negativi o quantomeno hanno alzato degli alert nell'impiego del digitale in quella fascia di età.

Ma, ancora, quando chiedo di indicarmi se esistono studi in neuroscienze che hanno verificato in quali fasce di età è più indicato l'uso di sistemi come ChatGPT nelle scuole, la risposta è che tali studi non esistono.

A voi invece chiedo: quale imbecille patentato può ritenere affidabili le risposte affermative sull'uso di un sistema di IA nelle scuole quando lo stesso sistema afferma che non ci sono studi al riguardo che ne abbiano verificato gli effetti?

È evidente quale motore fa muovere tutta questa macchina di supercazzole su ChatGPT e la IA: gli interessi economici in gioco sostenuti in parte da compari in affari in parte da incoscienti che si lanciano in previsioni futuristiche senza avere alcuna competenza sulle questioni in gioco ma solo perché a loro piace tanto giocare con la tecnologia e la fantascienza.

Io intanto ho definitivamente deciso che ne ho abbastanza, è tempo perso.

Un caro saluto e buona giornata, car@ ❤️

Esistere è essere già sempre aperti a… essere in rapporto con… essere presso di... è anche contemporanea apertura di volta in volta a sé stessi. Il mio corpo è il luogo in cui ogni volta si attualizza l’apparire del mondo e il mio sentirmi vivere. Il mio corpo si impadronisce del suo esserci, lo agguanta in un’unica presa mentre si riflette nelle cose del mondo.
Ogni sensazione, ogni percezione, ogni emozione è contemporaneamente un emergere e uno sparire, è già dissolta nel momento del suo accadere.

«Ma per noi sentire è svanire; ah, noi ci esaliamo, sfumiamo; di brace in brace buttiamo odore più lieve.»
---[Rilke, II Elegia]

Ei Wada e la sua Braun Tube Jazz Band al Sonar+D. Improvvisazioni noise, tra vecchi televisori catodici.

«La parola è un virus. Forse il virus dell’influenza era un tempo una cellula sana. Ora è un organismo parassita che invade e danneggia il sistema nervoso centrale. L’uomo moderno non conosce più il silenzio. Prova a interrompere il discorso subvocale. Prova dieci secondi di silenzio interiore. Incontrerai un organismo resistente che ti impone di parlare. Quell’organismo è la parola.»
---[William S. Burroughs]

Segnatevi questa: ogni nuova tecnologia ci arriva sempre come vecchia scienza.

La prima immagine dice di come sono arrivato alle scadenze della settimana, la seconda invece è la word cloud del lavoro consegnato.
Sono stanco, ma va bene così.

Le persone non manifestano in piazza e per le strade perché non hanno nulla da fare, o per il piacere di rompere vetrine. Le persone scendono in strada, emotivamente posizionate da dei .

- Bisogno di continuità esistenziale: casa, lavoro, reddito, istruzione, cultura, sanità, giustizia...

- Bisogno di progetto: generare possibilità d'essere per se stessi, la propria famiglia, la comunità ...

- Bisogno di vita comunitaria: generare e sostenere interdipendenze sane, vivere pacificamente una buona vita insieme ad altri e sentirsi parte di una comunità.

«Ho detto alla mia anima di stare ferma,
di stare ad aspettare senza sperare.
Perché sperare sarebbe sperare la cosa sbagliata;
Di stare ad aspettare senza amore.
Perché l’amore sarebbe amore per la cosa sbagliata;
Resta ancora la fede.
Ma fede e amore e speranza sono tutte nell’attesa.
Aspetta senza pensare,
perché non sei pronto per pensare.
E allora l’oscurità sarà luce,
e l’immobilità danza.»
---[T. S. Eliot]

Ho generato una world cloud da un documento di pianificazione per la ricerca sulla AI di un Paese del quale taccio il nome.
Il documento a me ha fatto una certa impressione, mentre lo leggevo, perché il linguaggio usato è più adatto alla pianificazione di una guerra che non di una impresa per la salute e il benessere pubblico.

A voi lascio un esercizio: provate, se riuscite, ad individuare la parola 'human' nella nuvola.

L'aspetto più preoccupante non è tanto che ci siano agenzie che offrono questo servizio, ma che ci siano acquirenti. È la forma più degradata di esistenza, quella che mendica lo sguardo dell'altro per ricavarne un senso di legittimità e di valore personale, anche a costo di mettere in piedi un teatrino di ridicole e grottesche apparenze.
Poco oltre abbiamo il trionfo della società della performace.

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