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Primo giorno di vacanza, tempo brutto. In una bancarella del lungo mare trovo questo pezzo di antiquariato a 5 euro: un testo storico del 1971. Domani ci torno per cercare altro. Anche con il tempaccio può essere una magnifica giornata 🙂

Mi chino ad allacciarmi una scarpa, arriva una bambina piuttosto piccola: «Che cosa stai facendo?». Glielo spiego. «E tu?», le domando. «Io...», la bambina si volta e corre via, proseguendo la frase con il movimento. Ripenso a Eraclito, quando diceva che "aiòn pàis esti paìzon". Gli studiosi traducono che il tempo è «un bambino che gioca», o addirittura «fanciullo nel trastullo». Pochi notano che "pàis paìzon" è quasi un bisticcio di parole, è un nome seguito dalla sua verbificazione, è il passaggio all’atto del nome che trabocca in verbo: «un bambino bambinante, un bambino che bambina».
Il tempo è un essere che si esegue: la sua azione consiste nell’essere fattivamente sé stesso. Il tempo è un bambino che fa il bambino. La bambina che ho incontrato io è un essere che inserisce nel linguaggio sé stessa e la propria azione, non separa essere, fare e dire. Nel frattempo io, da consumato vivisezionatore, ho allacciato la mia scarpa, mi sono visto farlo, e l’ho detto.
---[Tiziano Scarpa - La vita, non il mondo]

Alpinisti al mare: nodo Machard su paletto dell'ombrellone + asola di bloccaggio per tenere lo zainetto sollevato dalla sabbia e ancorare meglio l'ombrellone 😂

Sometimes we go fare away, searching for some kind of inspiration, losting more close ones…
“Ekaś candras tamo hanti na ca taraḥ sahasrasaḥ” - One Moon kill the darkness, and not (more than) thousand of stars - [Cāṇakya Paṇḍita]

Ci sono libri che sono per me come rifugi di montagna, ci entro dentro quando fuori tira una brutta aria. Quelli di storia in particilare, qualunque storia. In genere ci entro quando mi ritrovo sospeso tra il non più e il non ancora, una situazione in cui sai chi sei stato ma non sai più chi sei o chi potresti essere. Dopo lutti e perdite (persone, affetti, contesti…) è cone cercare di rimettere radici.
Paropamiso, di Fosco Maraini, è uno di quei libri capaci di accogliermi quando sto in quelle condizioni.

Una di queste sere mi faccio una cena da solo in stile Capannelle 😂

Un amico mi ha informato che a Roma tale attività era abbastanza consueta da richiedere una locuzione verbale specifica: "famo er vento".
Di solito consisteva nel mangiare fino a sfondarsi e poi, al momento del conto, scappare.

Rappresentazione dei Chakra del corpo impiegando Processing IDE e codice Java.

Nella simulazione sono rappresentati i 7 chakra principali, ciascuno con il suo numero di canali (petali) e colori. Ciascun chakra viene messo in risonanza e rappresentato al passaggio del mouse.

7 – Sahasrara: il chakra della corona
6 – Ajna: il chakra del terzo occhio
5 – Vishuddha: il chakra della gola
4 – Anahata: il chakra del cuore
3 – Manipura: il chakra solare
2 – Svadhisthana: il chakra splenico
1 – Muladhara: il chakra della radice

La chiamano "realtà aumentata", e non si capisce che fine abbia fatto la realtà né cosa ci sia di aumentato.

Nel registrare delle sessioni di simulazione con dei sistemi AI mi piace poi mixarli con un motivo musicale che faccia da contrappunto alla prospettiva razionalista che è a fondamento di tutta la AI. In questa versione dell'automa di Conway, conosciuto come "The Game of Life", ho scelto i versi del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Possiamo calcolare quanto ci pare, ma alla fine è quel "frequente palpitar" che muove e sostiene la vita 🙂

«La collaborazione non si fa tra specialisti o detentori della verità, ma avviene nel rispetto reciproco.»
---[Humberto Maturana, 1928-2021]

Il presupposto a fondamento di una decisione non sta nelle modalità o nelle procedure seguite per elaborarla ma nella capacità di assumere una responsabilità, di risponderne a sé e agli altri.
Demandare alle AI un'autonomia decisionale significa aver preso la decisione di disertare la nostra responsabilità e di appaltare la nostra vita a una macchina. Gli unici ad aver fatto una scelta - e a risponderne - siamo noi, la macchina non fa alcuna scelta né prende decisioni ma, semplicemente, calcola e non è una metafora ma la parola più attinente a ciò che realmente accade in un calcolatore.
Continuare a usare parole e concetti che attengono alla fenomenologia dell'umano per descrivere gli automatismi delle macchine significa contribuire, consapevolmente o no, ad alimentare una narrativa distorta e scollata dalla vita, una scelta o una decisione che dovremmo ben meditare perché invoca delle inevitabili responsabilità.

In attesa che mi arrivi il pacco con gli ultimi libri acquistati. Ho disattivato l'account di uno dei social che frequentavo ogni tanto e silenziato l'unico gruppo su Signal. Per i prossimi mesi non voglio distrazioni. Non vedo l'ora di lasciarmi rivolgere la parola da Reiner Schürmann (Dai principî all'anarchia. Essere e agire in Heidegger) e da Michel Henry (L'essenza della manifestazione. Ediz. integrale).

I fenomeni di emergenza in un sistema in evoluzione sembrano essere legati alla comparsa di processi dinamici nuovi rispetto alla loro qualità e imprevedibili sulla base della caratteristica iniziale del sistema. Per questo motivo è difficile modellizzare i fenomeni di emergenza perché il modello in uso può diventare improvvisamente inadeguato a delineare nuove manifestazioni dinamiche e quindi la vera identità del sistema.

In questa simulazione (nel primo video la registrazione di una sessione) ho cercato di costruire un metamodello che descriva alcuni fenomeni di emergenza durante l'evoluzione del sistema dinamico organismo-ambiente.
Usando algoritmi genetici ho realizzato un sistema di agenti artificiali che interagiscono risolvendo una versione spaziale del Dilemma del Prigioniero Iterato (Axelrod, 1984; Axelrod e Dion, 1988).

Il sistema, compresso tra i vincoli di una crescente complessità interna e l'impossibilità di scindersi, si mantiene spontaneamente entro valori di entropia che gli consentono di mantenere coerenza e "identità" nel tempo, permettendogli di far emergere diversi nuovi equilibri di Nash nella tabella dei payoff ( cultura? economia? politica?...) che regola gli scambi tra agenti artificiali; i nuovi equilibri di Nash emergenti nella tabella dei payoff facilitano l'emergere di alcuni "clan" che si replicano secondo le dinamiche genetiche del Cross-Over.

Per ogni generazione, le azioni del “clan vincente” contribuiscono a modificare la tabella dei payoff secondo regole più vantaggiose per la loro logica di interazione (cooperare/rifiutare/defezionare).

Ogni volta il nuovo equilibrio di Nash emergente viene mantenuto per alcune generazioni, oscillando tra diversi valori di entropia, finché un nuovo "clan" di agenti virtuali prevale sugli altri, orientando l'intero sistema verso l'emergere di un nuovo equilibrio di Nash nella tabella dei payoff.

Sondaggio di Ipsos/Banca Mondiale.
È stato chiesto: "I prodotti e servizi che usano l'AI presentano più benefici o svantaggi?"

Nei Paesi dove il PIL pro capite è più basso la percezione di prodotti e servizi che fanno uso di tecnologie AI è più favorevole rispetto ai Paesi più sviluppati, dove le persone sono più scettiche.
Forse il bisogno di nuove possibilità d'essere e la speranza in un futuro migliore dei paesi più "poveri" ha reagito meglio alle prospettive futuristiche e ai testi comunicativi pieni di promesse con i quali è veicolata nel sociale la AI.

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