«Con l’evoluzione dell’AI generativa emergono nuovi rischi di sicurezza, in particolare l’emergere dei deepfake audio. Queste simulazioni vocali sono ora in grado di imitare con precisione l’intonazione, il ritmo e le sfumature di una voce umana, rendendole praticamente indistinguibili dalla realtà e offrendo così ai criminali un potente strumento per truffare persone e aziende.»
#ai #cybersecurity
https://www.notizie.ai/deepfake-audio-la-nuova-frontiera-delle-truffe-telefoniche/
L'ennesimo articolo del prof. Floridi che parte annunciando una critica per poi limitarsi a parafrasare intorno alla stessa tesi che vorrebbe criticare, con la solita tacita conclusione che non c'è nulla da criticare e che dobbiamo solo adeguarci a "consumare con diligenza".
La non neutralità della tecnica non la sveli rimanendo nella prospettiva della filosofia analitica, di cui è figlio il prof. Floridi. Né viene criticato alcunché buttandola su questioni morali, solo un modo per esprimere con tono professorale la banale tesi che "basta fare attenzione a come la impieghiamo"... quale sarebbe la critica?
Ormai mi sono stufato pure di commentarle certe cose, è come sedersi al tavolo di un gioco truccato. Le voci son sempre le stesse: quelle degli intellettuali comodi e piegati agli interessi del mercato. Una echo-chamber di una noia mortale.
#ai #technology #ethics
https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=4551487
«La possibile causa intentata dal New York Times a OpenAI per la violazione del copyright da parte di ChatGPT ha riportato all’attenzione le contraddizioni dell’utilizzo di meccanismi di intelligenza artificiale. Tra queste quello meno esplorato è l’impatto energetico e l’impronta ambientale che l’utilizzo di queste tecnologie comporta.»
#ai #ambient
https://www.collettiva.it/copertine/diritti/2023/09/03/news/ai-intelligenza-artificiale-chat-gpt-causa-3350933/
Il linguaggio del corpo è stato indicato come "tutto il resto che la #AI non può capire".
Il punto, non colto, è che tutto quel "resto", che arriva alla parola come "corpo", è il fondamento stesso di ogni possibile comunicazione, non riducibile alla prospettiva informazionale di Shannon. È l’oltre del linguaggio, l’operatore che fa saltare qualunque codice, non avendo nulla da comunicare e da chiedere, essendo-ci già. Come la vita, tutto quel "resto" è parte di una significazione già data e in atto della quale siamo parte e, al tempo stesso, nella quale siamo chiamati a prendere posizione, a muoverci. La forza di tutto quel "resto" è ciò che irrompe nel linguaggio quando, non riuscendo a trovare le parole per manifestare immediatamente il senso di ciò che stiamo vivendo, finiamo per indicarlo con riferimenti al corpo e ai suoi vissuti: esperienze brucianti; far corpo morto; agire a sangue freddo; aver naso per gli affari; essere dei ficcanaso o di mano lesta; aver la testa pesante; le farfalle nello stomaco; il sangue che ribolle e le mani che prudono ...
Quel "resto" - corporeità costitutiva dell’esperienza e dei processi di significazione in atto - implica un mondo co-generato non giustapposto. È il non calcolabile e per questo inafferrabile nella prospettiva che riduce l'esistenza a funzionamento. È la vita oltre l'ottusa prospettiva della AI.
#ai #corpo #significazione #comunicazione #linguaggio
https://invidious.io.lol/watch?v=Q4v8UdkTx30
Se siete interessati all'applicazione di reti neurali in ambito medico/healthcare questo articolo vale la pena leggerlo, anche perché ci sono i lik ai codici sorgenti del progetto, che è aperto.
#ai #healthcare
https://www.deepmind.com/blog/codoc-developing-reliable-ai-tools-for-healthcare
Questo è uno studio davvero interessante. La percezione del tempo, negli umani, passa per l'attivazione dell'insula bilaterale, una struttura neurale a fondamento della percezione enterocettiva e della mappatura corporea. Quando la fenomenologia ci diceva, con Husserl e soprattutto Heidegger, che il tempo vissuto non è il tempo della fisica né quello dell'orologio non era perché si erano fatti un quartino in osteria. Le neuroscienze stanno incontrando sempre più la fenomenologia, là dove la AI sta andando per la propria strada con modelli computazionali e una prospettiva sulla intelligenza che con la vita non hanno nulla a che vedere e che va avanti solo per la spinta economica e le implicazioni pratico-attuative che la sostengono.
#ai #neuroscience #phenomenology
https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnhum.2022.1000995/full
«L'essere si nasconde là dove si svela la chiarezza degli enti»
#ai #music #phenomenology
---[audio credit: “Bibo no Aozora”, Ryuichi Sakamoto]
Le risposte neurofisiologiche al primo minuto di un brano musicale possono lasciar prevedere la probabilità di successo. Applicando sistemi di machine learning ai segnali neurofisiologici è possibile prevedere il successo di un brano musicale con una accuratezza del 97%. La metodologia, conosciuta come "neuroforecasting", sarà sempre più impiegata per assemblare artificialmente brani musicali con una elevata probabilità di successo e, quindi, di vendita sul mercato. Un altro aspetto della creatività, dopo quello grafico e visuale, che rischierà di essere alterato (reso altro) dai sistemi di intelligenza artificiale.
#music #ai
https://neurosciencenews-com.cdn.ampproject.org/c/s/neurosciencenews.com/ai-music-hits-neuroscience-23501/
Un altro articolo dove apprendimento e comprensione sono ridotti al lancio dei dadi, solo perché torna comodo. Non dico necessariamente Heidegger, che mette a fondamento del senso la silenziosa relazione pratico attuativa con le cose del mondo, ma almeno René Thom che ha elaborato una intera matematica di morfogenesi del senso a partire dal corpo, dalla gestualità e dalla interazione con gli oggetti.
La #AI attuale, ridotta ai #LLM, è una collezione di supercazzole cognitiviste fondate sulla calcolabilità, la presenza e la quantità, là dove l'umano impara e comprende a partire da "ciò che manca":
«Denkende lernen aus dem Fehlenden nachhaltiger.»
[Heidegger, Kant und das Problem der Metaphysik. Vorwort zur zweiten Auflage]
https://intuitiveai.substack.com/p/why-are-large-language-models-general
È la barbarie (Michel Henry).
Mai come in questo ultimo anno mi è accaduto di leggere tante nefandezze sostenute da interessi economici e date in pasto a una folla sempre più priva di possibilità di comprensione.
#ai #etics #dataprivacy
https://www.youtube.com/watch?v=IsE_Pas2OQU
Nel registrare delle sessioni di simulazione con dei sistemi AI mi piace poi mixarli con un motivo musicale che faccia da contrappunto alla prospettiva razionalista che è a fondamento di tutta la AI. In questa versione dell'automa di Conway, conosciuto come "The Game of Life", ho scelto i versi del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Possiamo calcolare quanto ci pare, ma alla fine è quel "frequente palpitar" che muove e sostiene la vita 🙂
#ai #etica #emotions
Scalo montagne, quando posso, altrimenti scrivo, leggo, vedo gente, compilo codice e respiro in silenzio. Umanista in pieno naufragio, con un debole per la fenomenologia, l'ermeneutica, la buona cucina, il buon vino e le amicizie sincere.
While you've a lucifer to light your fag
🙂 Smile, boys, that's the style!
𝙿𝚊𝚜𝚜𝚒𝚘𝚗𝚊𝚝𝚎 𝙰𝙸 𝚌𝚘𝚍𝚎𝚛 𝚊𝚗𝚍 𝙻𝚒𝚗𝚞𝚡 𝚞𝚜𝚎𝚛