«Four senior executives at Palantir, Meta, and OpenAI have been formally appointed lieutenant colonels in the US Army following the creation of a “special” unit created for rich Big Tech mavens seeking military leadership roles.»

thegrayzone.com/2025/06/18/pal

Image credit: Blade Runner film (Warner Bros)
Software: GNU Image Manipulation
Text: Roy Butty's "Tears in Rain" monologue, plus a little bit of fun and fantasy 🙂

Da una ricerca sugli effetti della Generative AI sul cervello, la vita psichica e sociale:

1. Effetti a breve termine: pensiero meno critico.

Lo studio mostra che il 72-79% degli utenti afferma di aver diminuito il proprio sforzo cognitivo in attività come l'analisi e la ricerca. Se da un lato l'intelligenza artificiale ti semplifica la vita, dall'altro riduce il tuo coinvolgimento nel pensiero profondo, con una correlazione preoccupante: più forte è la fiducia nell'intelligenza artificiale, meno pensi.

Il risultato: una crescente dipendenza da risposte pronte all'uso (fallo veloce e senza sforzo, arriva prima...)

2. Effetti a medio termine: il rischio di dipendenza cognitiva.

A forza di delegare la risoluzione dei problemi e la creazione all'intelligenza artificiale, il 62% dei partecipanti ha segnalato un calo del proprio pensiero critico.
Il concetto di "atrofia cognitiva indotta da chatbot Al" (AICICA) si riferisce a una crescente dipendenza che indebolisce il ragionamento autonomo. Senza una pratica regolare, le nostre capacità analitiche si "atrofizzanno" rapidamente.

3. Effetti a lungo termine: un impatto sul QI

A lungo termine, l'uso eccessivo porterà a un declino cognitivo più profondo, influenzando la memoria, l'attenzione e la creatività. che può portare a un calo generale del QI. I correlati neurali legati alla memoria (ippocampo) o alla creatività potrebbero essere sottostimolati, mentre quelli dedicati alla verifica degli output dell'IA (corteccia prefrontale) sarebbero più attivati (maggiore tendenza a disturbi ossessivi).

dl.acm.org/doi/10.1145/3706598

All'inizio era il nulla, poi vi fu lo stato mentale. L'entropia crebbe con i bias... infine entrammo nel Kali Yuga.
Più o meno la prospettiva neuro computazionale e cognitivista sulla vita e l'intero sviluppo dell'universo conosciuto.

arxiv.org/abs/2505.06257

Un pelo oltre la paracula narrazione del tecno soluzionismo.

Non c'è un'apocalisse di posti di lavoro nell'IA, ci sono capi con nuovi grandi incentivi/giustificazioni per licenziare persone, per tagliare i costi, per accelerare il lavoro. C'è una vera e propria crisi dei posti di lavoro nell'intelligenza artificiale, ma quella crisi nasce da dirigenti come Peng, amministratori delegati come Louis von Ahn di Duolingo e Sebastian Siemiatkowski di Klarna che comprano ciò che Amodei (e Sam Altman, e il resto del nuovo entusiasta dell'intelligenza artificiale) sta vendendo. Amodei e gli altri stanno spingendo non solo per gli strumenti di automazione, ma anche per una nuova struttura di autorizzazioni per l'attuazione dell'automazione del lavoro e un quadro che presenta l'intero fenomeno come al di fuori del loro controllo.

bloodinthemachine.com/p/the-ai

Una introduzione "old style" alle reti neurali, semplice, ben fatta e comprensibile per chi non vuole affidarsi a pacchetti e applicazioni preformattate e vuole provare a implementare da solo il sistema che più gli serve e gli piace.
(Free resource)

books.ugp.rug.nl/index.php/ugp

Interesting interpretation of the AI phenomenon in the context of the monstrous.
AI is one of the ways of being and functioning of machines, specifically: machines (logic gates) capable of calculating through Boolean logic, they do nothing else. Therefore, say that AI "generates language" you are stating that language is the result and product of elaborations. This statement could be a research hypothesis, in fact it was, with poor results to tell the truth. But in the context of research this hypothesis must pass through scientific works and through dialogue with researchers who could support different perspectives. On social media instead it becomes a self-evident truth, even if it is not at all.
This is the real "monster" generated by an AI that is not the fruit of the "sacred temples of research" but of private companies launched in VC operations whose only purpose is the lust for money and power, not knowledge. The AI that today they would like to introduce into educational contexts is a device whose impact on life and learning processes has not yet been studied. Caution seems to me the least that the responsibility of educators can suggest, nothing to do with the "monstrous".

intralation-culture-theory-pos

L'interazione umano-AI apre un tema complesso e delicato che investe l'infrastruttura epistemologica a fondamento dei modi in cui definiamo, valorizziamo e progettiamo l'apprendimento.
Nella prospettiva postumanista dell'entanglement AI-umano, la cognizione non è estesa ma ricostituita/simulata.
I modelli proposti non riescono più a garantire una agentività epistemica degli studenti, trattati come fonti di dati, feedback e informazioni per ri-calcolare output ottimizzati piuttosto che come soggetti relazionali che partecipano a co-generare conoscenza. Il ruolo stesso dell'insegnante cambia: non più attore relazionale capace di autorvolezza epistemica, ma amministratore di interazioni.

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